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Dott. Della Corte Vincenzo

Ambulatorio di Neurochirurgia, Neurochirurgia


Il Dott. Della Corte Vincenzo si è laureato il 27 giugno 1972 presso l'Università di Padova, in Medicina e Chirurgia, discutendo la Tesi "Contributo sperimentale per la determinazione del contenuto di calcio nelle ossa".

Allievo del Prof. Piero Frugoni, fu iscritto, nell'anno accademico 1972/1973, al primo anno della Scuola di Specialità in Neurochirurgia presso l'Ateneo patavino. Nel luglio del 1976, dopo aver superato l'esame di Diploma, ottenne il titolo di Specialista Neurochirurgo. Il 27 giugno 1972 ebbe la nomina a Medico Frequentatore presso l'Istituto di Neurochirurgia dell'Università di Padova e, nell'autunno 1973, ebbe l'incarico di Assistente di Neurochirurgia presso il predetto Istituto. Conservò tale qualifica, prima come incaricato e, quindi, come effettivo dalla primavera del 1975 fino al 9 aprile 1986. A tale data conseguì la nomina ad Aiuto incaricato e, nel novembre 1987, dopo aver superato il relativo concorso per titoli ed esami, conseguì la nomina ad Aiuto effettivo di Neurochirurgia presso la relativa Divisione del Presidio Ospedaliero di Padova.

Con anzianità 1° dicembre 1990 fu nominato Responsabile della Terapia Intensiva Post-Operatoria della Neurochirurgia di Padova. Quest'ultima qualifica fu mantenuta fino al febbraio 1999.

Da tale data esercita la libera professione di Neurochirurgo presso Istituti di Cura privati, essenzialmente nella città di Milano.

Nel 1978 superò il Concorso Regionale, per esami, di Idoneità ad Aiuto di Neurochirurgia e, nel 1985, superò il Concorso Nazionale, per esami, di Idoneità a Primario Neurochirurgo.

Dall'autunno 1974 all'autunno 1995 ricoprì l'incarico di Consulente Neurochirurgo presso l'Ospedale Traumatologico di Padova.

Per quanto concerne l'attività didattica, è stato Docente di Neurochirurgia presso la Scuola Professionale dell'ULSS-21 di Padova dal 1980 al 1995. Ha partecipato a numerosi convegni, presso Centri Neurochirurgici anche esteri, per l'acquisizione di nuove tecniche operatorie.

Nel corso dell'esercizio della Neurochirurgia, sia nell'ambito della Ospedalità pubblica, sia in quella delle Case di cura private, sono giunti alla sua osservazione non meno di 30 mila pazienti specialistici di cui di oltre 10 mila ne è stato direttamente il Curante.

Si è particolarmente dedicato alla TERAPIA DEL DOLORE eseguendo trattamenti infiltrativi spinali (monoradicolari e/o poliradicolari) sia in ambito ambulatoriale che in regime di surgical day, con l'utilizzo del fluoroscopio, riuscendo, con tali trattamenti, ad evitare nella grande maggioranza dei casi, specie per i pazienti particolarmente delicati, l'intervento operatorio.

Ha attivamente partecipato alle sedute di Sala Operatoria, sia in Ospedali Pubblici che in strutture private, collaborando a non meno di 3 mila interventi chirurgici.

È Titolare, quale Primo Operatore, di almeno duemila interventi neurochirurgici inerenti a tutta la branca specialistica (sia endocranica, sia vertebro-midollare, sia sul sistema nervoso periferico).

La sua attività globale di sala operatoria è di almeno 5 mila procedure chirurgiche.

In particolare in questi ultimi anni ha perfezionato la tecnica operatoria mini invasiva di neurochirurgia spinale, in ANESTESIA LOCALE con blanda sedazione, applicabile, in luogo della tecnica tradizionale a cielo aperto ed in anestesia generale, in almeno il 95% della patologia relativa alla compressione radicolare (ernia del disco lombare, stenosi vertebrale foraminale, spondilolistesi...) con lisi delle aderenze meningoradicolari, discectomia, uncoforaminotomia, artrodesi in situ, osteosintesi intersomatica con materiale non metallico riassorbibile....

Questa procedura innovativa, per la caratteristica tecnica che la contraddistingue, è statisticamente risolutiva in una percentuale superiore a quella riscontrata nel trattamento chirurgico a cielo aperto e risulta oltremodo vantaggiosa per il minimo traumatismo chirurgico, per i ridotti tempi di degenza e per la più rapida e completa ripresa delle normali attività del paziente. La metodica mini invasiva è da prediligere soprattutto in quei pazienti in condizioni generali precarie per i quali il classico intervento a cielo aperto si presenterebbe ad alto rischio). Tale tecnica, infine, per la diversa via di approccio e per la sostanziale atraumaticità, consente, per ogni possibile tipo di patologia, eventuali/ipotetici successivi interventi, a cielo aperto e sullo stesso tratto della colonna, compresi quelli di strumentazione metallica.


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